“Non è la mano che fa la differenza”

Con questa frase il Professor F. Graziani parla dell’importanza della gestione personalizzata di ogni paziente parodontale. Saremo dei bravi clinici nel momento in cui saremo in grado di gestire, nel nostro studio dentistico, la persona, per la vita. La parodontologia del futuro è questa: gestire la persona e non la patologia. Per gestire la persona dobbiamo conoscerla, conoscere le sue abitudini, i suoi stili di vita perché sappiamo quanto questi influenzino l’outcome dei nostri risultati, prima ancora della nostra buona mano. Perché puoi avere una mano buona ma non essere in grado di comunicare, conoscere, approfondire, motivare.

La parodontite è causata dalla presenza di batteri e dall’infiammazione. Come vedremo ora, gli stili di vita e le malattie sistemiche possono ridurre la fitness del nostro sistema immunitario e dunque andare a modificare il parametro dell’infiammazione. La parodontite non è una malattia infettiva ma una malattia infiammatoria.
E quindi in cosa consisterà la parodontologia del futuro? La parodontologia del futuro non sarà solo in grado di cambiare la prognosi del dente ma cambierà la vita della persona, analizzerà i fattori di rischio con più precisione, parlerà di immune fitness e stili di vita.
Per quanto concerne lo stile di vita, vi riporto ora gli appunti presi durante il corso PERIOCAMPUS ALUMNI con alcuni approfondimenti che ho fatto dopo il congresso. A fine articolo troverete anche un breve video dove parlerò del concetto di IMMUNE FITNESS, tratto dalla mia relazione tenuta proprio in occasione dell’evento PERIOCAMPUS ALUMNI del 29 Giugno a Marina di Pisa.

Partiamo dallo SPORT
Il 33% della popolazione italiana è sedentario. Quindi è probabile che alcuni dei nostri pazienti non pratichino nessuno sport. Vi lascio le linee guida dell’OMS sull’attività fisica da svolgere settimanalmente per fascia d’età. Da sottolineare il fatto che non basta fare attività aerobica, bisognerebbe inserire nella nostra routine settimanale esercizi per il rinforzo dell’apparato muscolo-scheletrico. Almeno 150 minuti di attività aerobica (a settimana) seguita da esercizi per gruppi muscolari.
Bastano 30 minuti al giorno di attività aerobica per ridurre l’insorgenza della sindrome metabolica e migliorare la qualità di vita.

Lo sport migliora la qualità di vita ed è in grado di migliorare la risposta del nostro organismo all’infiammazione e allo stress.

Cosa sappiamo dello STRESS?
Il concetto più importante da sottolineare è che i Micro-stressori hanno effetti più importanti sul nostro organismo rispetto allo stress acuto causato da singoli avvenimenti gravi come la perdita di un familiare o di un divorzio. Per micro-stressori sono da intendere quelle situazioni quotidiane che ci creano stress: ambiente di lavoro, traffico, problemi di gestione della famiglia ecc. Lo stress di tipo cronico porta ad una modificazione ormonale dei livelli di cortisolo che influiscono sulla risposta del nostro organismo all’infiammazione.
Lo stress aumenta la produzione di ormoni neuroendocrini come i glucocorticoidi e le catecolamine. Con l’attivazione di questi ormoni c’è un peggioramento della fitness del sistema immunitario dell’ospite. Il risultato sarà una riduzione dei linfociti e delle cellule natural killer e una riattivazione delle infezioni virali latenti. Lo stress cronico porta ad uno stato di infiammazione dell’organismo. Se volete approfondire la tematica, vi consiglio la lettura di questo articolo da cui è stata presa questa immagine.

Tra le tecniche per ridurre lo stress ci possono essere lo yoga e la mindfulness.
Con mindfulness si intende un’attitudine che si coltiva attraverso una pratica di meditazione sviluppata a partire dai precetti del buddhismo (ma scevra dalla componente religiosa) e volta a portare l’attenzione del soggetto in maniera non giudicante verso il momento presente. Diversi protocolli di trattamento psicologico basati su tale tecnica meditativa sono stati sviluppati e validati in ambito clinico, dove hanno mostrato benefici significativi per il trattamento di diverse patologie psicologiche e anche il miglioramento di molti parametri ematici, ad esempio quelli legati a patologie infiammatorie; significativi miglioramenti nella percezione di benessere fisico e mentale.
La meditazione mindfulness viene praticata sedendosi con gli occhi chiusi, a gambe incrociate su un cuscino o su una sedia, con la schiena dritta. L’attenzione viene posta sul movimento dell’addome quando si respira o sulla consapevolezza del respiro, mentre si espira e si inspira dal naso. Se ci si distrae dal respiro, si nota passivamente che la mente vaga, ma in un modo accettante, non giudicante e quindi si torna a concentrarsi sul respiro.
I meditatori iniziano con brevi periodi di 10 minuti di pratica al giorno. Praticando regolarmente, diventa più facile mantenere l’attenzione focalizzata sul respiro. Alla fine la consapevolezza del respiro può essere estesa alla consapevolezza dei pensieri, delle parole, dei sentimenti e delle azioni.
APP PER AVVICINARSI ALLA MINDFULNESS con brevi esercizi di 5-10 minuti:
Insight timer: in inglese e in italiano
Headspace : primi 10 lezioni gratuite ma in inglese
Zen in the city: in italiano
APP PER AVVICINARSI ALLA PRATICA Yoga:
DAILY YOGA
YOGA.COM
YOGA FOR HEALTH

Nuove evidenze scientifiche in merito all’Obesità
Il 50% della popolazione italia e americana è in sovrappeso o obesa. Ciò che dobbiamo tenere a mente è che il grasso non è solo una riserva, ma deve essere considerato come un elemento funzionale, deve essere considerato come un ORGANO ENDOCRINO. Il tessuto adiposo infatti non è passivo, fa parte del sistema endocrino che interagisce con tutto il resto del corpo. Il tessuto adiposo Rilascia citochine e chemochine ed è quindi in grado di creare una reazione infiammatoria. Il grasso viscerale è quello che è maggiormente attivo nell’attivare le risposte infiammatorie del nostro organismo.
Cosa succede all’interno delle cellule contenenti grasso:
• Secrezione di citochine pro infiammatorie (tnf alfa e il-6)
• Contribuiscono allo stress ossidativo e alla resistenza insulinica
• Alterazione del microbioma della bocca e della gola
• Rilascio di proteina c reattiva
• Attivazione stato pro-infiammatorio dell’ospite
Nell’articolo più recente sull’obesità e la malattia parodontale pubblicato nel Journal of Periodontology, è stato validato come all’aumentare di un’unità del BMI aumenta la percentuale di sanguinamento al sondaggio e di tasche nel nostro paziente parodontale. I pazienti obesi respirano molto spesso con la bocca aperta e presentano grasso sulle guance e sulla lingua. NB: Il grasso sulla lingua è correlato al grasso addominale. I pazienti obesi quindi hanno problematiche nelle normali manovre di igiene orale, spesso si mordono le guance, hanno una ridotta funzione masticatoria e hanno meno forze occlusali.
EZIOPATOGENESI dell’Obesità:
• GENETICA, NEUROENDOCRINA, DOVUTA A FARMACI
• DIETA E STILE DI VITA SENDENTARII
• IPERTROFIA DELLE CELLULE GRASSE CON CONSEGUENTE IPERPLASIA

 

 

La DIETA aiuta a regolare l’infiammazione sistemica
La presenza di gengivite e carie è marker per le anomalie sui contenuti dei macro nutrienti ( carboidrati eccessivi , deficit proteine, diete ad alto contenuto di grassi polinsaturi) o sui micro nutrienti (vitamina c e vitamina b12).

Per approfondire questa tematica clicca qui: Reccomendation of the 2011 european workshop on periodontology

Diverse ricerche confermano che i pazienti che introducono nella loro dieta molti carboidrati raffinati e grassi hanno una percentuale di sanguinamento al sondaggio maggiore. La nutrizione ha un ruolo fondamentale nella fitness del sistema immunitario. Quando non c’è fitness del sistema immunitario abbiamo uno squilibrio tra anti-ossidanti e ossidanti e questo sbilanciamento provoca stress ossidativo nelle cellule.


Lo stress ossidativo guida le infiammazioni croniche ed ha un ruolo importante nella patogenesi di diverse patologie infiammatorie croniche come la parodontite, il diabete tipo 2, le malattie cardiovascolari e la sindrome metabolica.


Come possiamo ridurre lo stress ossidativo con la dieta?


Aumentare I livelli giornalieri di omega 3, vitamina c, vitamina d, calcio, antiossidanti, fibre dai frutti e vegetali.
Riddurre il quantitativo di carboidrati raffinati e grassi saturi (riduce l’attivazione delle vie pro-infiammatorie)

Il DIABETE: il futuro sarà individuare alla poltrona i casi prediabetici 

Per chi è socio SIdP o può accedere con il proxy universitario potete leggere il full text qui dell’ articolo Scientific evidence on the links between periodontal diseases and diabetes: Consensus report and guidelines of the joint workshop on periodontal diseases and diabetes by the International Diabetes Federation and the European Federation of Periodontology. Ogni professionista nel settore della prevenzione medica deve conoscere questo testo.

Vi riporto in seguito le linee guida per gli odontoiatri e gli igienisti dentali per la gestione dei pazienti con diabete:

• Le persone con diabete devono essere informate che hanno un rischio maggiore di incorrere in gengiviti e parodontiti. Devono essere informate che se soffrono di parodontite il loro controllo glicemico sarà raggiunto con più difficoltà se la patologia è in fase attiva e non sotto controllo e sono ad un rischio elevato di manifestare altre complicanze come complicanze renali, agli occhi, ai reni e al sistema cardiovascolare
• Raccogliere tutti i dati del paziente per conoscere la durata della patologia, la presenza di complicazioni, le terapie in atto. Ricorda che la maggior parte dei pazienti con diabete sono anche trattati con anticoagulanti, antiipertensivi e farmaci per ridurre i lipidi.
• Chiedere al paziente una copia degli ultimi risultati sull’emoglobina glicata HbA1C
• Ogni paziente con diabete deve ricevere educazione alla salute orale, deve conoscere i fattori di rischio e avere un programma personalizzato per il mantenimento della sua salute orale: personalizzazione dei richiami e aggiunta di strumenti per il controllo chimico della placca che a volte si rendono necessari.
• Tutti i pazienti con diabete devono ricevere uno screening parodontale con il record degli indici parodontali più importanti e il sondaggio.
• La terapia non chirurgica migliora il controllo glicemico del paziente
• La terapia chirurgica parodontale e implantare non deve essere effettuata nei casi di diabete scompensato
• I pazienti con diabete possono anche soffrire di bocca secca, sensazione di bruciore, guarigione ritardata delle lesioni orali

Come individuare in poltrona i pazienti parodontali che possono essere in stato pre-diabetico?
Check del paziente parodontale con un rapido prelievo del sangue usando i fingerstick. Questi i risultati di un interessante studio condotto ad Amsterdam dal Professor Bruno Loos.

I nuovi devices per “smettere” di fumare?
Possiamo considerare la sigaretta elettronica come un modo per diminuire l’utilizzo di sigarette tradizionali o stiamo mantenendo una ritualità che alla lunga ci farà tornare al nostro vizio?
Credo sia una domanda importante che dobbiamo farci e che ci apre a molte discussioni e ragionamenti. Se la sigaretta elettronica può sembrare in alcuni casi un buon presidio per ridurre gradualmente la percentuale di nicotina ha anche degli aspetti negativi da tenere in considerazione.
La sigaretta elettronica sembra avere un impatto sul nostro fisico MINORE rispetto al fumo tradizionale e Iqos sembra comportarsi ancora meglio della sigaretta elettronica. Il principio che sta alla base di questa affermazione è che nella sigaretta elettronica non c’è combustione del tabacco ma è comunque presente nicotina. Nell’Iqos non c’è combustione del tabacco e lo stick viene riscaldato a 350 gradi e non avviene la combustione come nelle normali sigarette (900 gradi). Tuttavia, non sono presenti ancora studi a lungo termine per valutare la carcinogenesi di questi nuovi devices. Deve essere sempre il medico specializzato a informare i pazienti sui diversi trattamenti. Esiste un documento consultabile qui dove potrete trovare i centri di riferimento per regione per la dismissione al fumo aggiornato a Maggio 2019.

Alcuni importanti fatti sulla sigaretta elettronica: presto saranno bannati i sapori delle sigarette elettroniche e saranno mantenuti solo i sapori alla menta ( New England Journal of Medicine ). I liquidi chimici dai sapori burrosi e caramellati, a causa della presenza di composti chimici dannosi, sembrano diminuire la funzionalità delle cellule epiteliali ciliate presenti nelle vie respiratorie del nostro organismo. Se vuoi approfondire la lettura dell’articolo clicca qui. Le sigarette elettroniche attirano i giovani: si innesca infatti con questo device una inversione di tendenza. L’adolescente inizia a fumare la sigaretta elettronica.

E ora veniamo ad un concetto che racchiude tutto ciò che ci siamo detti:  se vuoi sapere di più sul concetto della IMMUNE FITNESS guarda il mio video della durata di 8 minuti.

Spero l’articolo ti sia piaciuto,
a presto
Sofia