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ICON e sbiancamento professionale

In questo articolo discuteremo di un caso clinico trattato con l’utilizzo della tecnica della resina infiltrante ICON combinata con lo sbiancamento professionale.

In questo articolo troverai:

  • Che cosa sono le WSL
  • Quando si possono trattare le WSL con la resina infiltrante
  • Procedura clinica in 3 step: resina infiltrante ICON
  • Lo sbiancamento professionale: prima o dopo l’utilizzo di ICON?
  • La stabilizzazione del colore

Che cosa sono le WSL

Le white spot lesions (WSL) sono delle lesioni bianche dello smalto dovute alla demineralizzazione del dente. Solitamente si manifestano nelle aree in cui vi è un accumulo di biofilm che non viene rimosso quotidianamente. Per questo motivo, sono facilmente riscontrabili alla fine del trattamento ortodontico e visibili nelle superfici vestibolari dei degli elementi dentali anteriori.

Questo tipo di white spot sono di tipo post-eruttivo, tuttavia esistono delle condizioni che possono causare delle WSL di tipo pre-eruttivo. In questo caso il termine white spot è generico ed è necessario risalire alla causa della white spot per verificare se il trattamento con la resina infiltrante sia indicato.

Le lesioni bianche di tipo pre-eruttivo non sono determinate da una demineralizzazione dello smalto ma da una sua ipomineralizzazione avvenuta durante lo sviluppo dello smalto. L’ipomineralizzazione porta a modificare l’indice di rifrazione dell’idrossiapatite facendo apparire l’area ipomineralizzata di un colore più bianco rispetto al restante smalto sano.

Le condizioni che possono causare WSL sono:

  • Fluorosi lieve
  • MIH: Molar and incisor hypomineralization
  • Ipoplasia dello smalto
  • Trauma sui denti decidui

Quando si possono trattare le WSL con la resina infiltrante

La resina infiltrante ICON è una resina di consistenza fluida e di colore trasparente che permette di rendere invisibile la lesione bianca portando l’area a riottenere lo stesso indice di rifrazione dello smalto sano. Questa resina però non è in grado di superare la profondità di 500 micron all’interno dello smalto quindi non è indicata per il trattamento delle MIH che, nella loro forma più lieve, si generano nella porzione più profonda dello smalto. Per questo, è sempre essenziale eseguire una diagnosi differenziale della lesione che vogliamo trattare.

ICON nei difetti quantitativi dello smalto?

Voglio ricordare che stiamo parlando di white spot, lesioni qualitative dello smalto. Le lesioni quantitative si manifestano con porzioni di smalto mancanti e non tratteremo di queste lesioni in questa sezione. In particolare, la condizione dell’ameolgenesi imperfetta può causare questo tipo di lesioni pre-eruttive di tipo quantitativo.

Procedura clinica in tre step: la resina infiltrante ICON

Gli step clinici per utilizzare correttamente la resina infiltrante sono 3:

  1. Mordenzare la superficie dello smalto da trattare. All’interno del kit troverai un mordenzante a base di acido cloridrico al 15% che permette di rimuovere lo strato più superficiale e intatto dello smalto e aumenta la porosità della superificie permettendo alla resina di infiltrarsi.
  2. Asciugare con etanolo puro. Questo step è fondamentale per far evaporare l’acqua che rimane tra i prismi dello smalto e permette di valutare, dopo 30 secondi dal suo utilizzo, se la lesione è scomparsa. Se la lesione è ancora visibile si può ripetere lo step 1 senza eccedere un massimo di 3 mordenzature.
  3. Infiltrare con la resina TEGDMA due volte e foto-polimerizzare.

Lo sbiancamento professionale: prima o dopo l’utilizzo di ICON?

E’ evidente che sarebbe ideale poter eseguire un trattamento sbiancante professionale prima dell’utilizzo di una resina. Tuttavia, come vi dimostro nel mio caso clinico, questo può essere eseguito anche dopo e il risultato non viene inficiato dall’utilizzo del perossido di carbamide.

Nel caso che potrete vedere completo a fine di questo articolo, ho eseguito il trattamento ICON in combinazione con lo sbiancamento professionale (Opalescence boost 40%) a distanza di 2 settimane poichè il paziente richiedeva un risultato estetico nel più breve tempo possibile. Successivamente, il paziente, richiede di poter migliorare ulteriormente il colore dei propri denti ed ho quindi considerato l’utilizzo di uno sbiancamento domiciliare al 10% (ultradent perossido di carbamide 10%) per 4 settimane poi allungato a 6 settimane. Come puoi notare nell’ultima foto presentata nella galleria qui sotto, eseguita due settimane dopo la conclusione del trattamento domiciliare, il risultato è ottimo e le white spot non sono visibili.

In letteratura ho trovato un articolo che ha utilizzato un protocollo simile al mio: vi lascio qui il link per la lettura.

La stabilizzazione del colore quando si adottano trattamento combinati: ICON + sbiancamento professionale

Ricordati sempre di attendere 2 settimane per la stabilizzazione del colore. Questo suggerimento è utile anche per l’esecuzione delle fotografie post trattamento! Le foto risulteranno più naturali e realistiche sull’effettivo risultato raggiunto!

Qui puoi visualizzare il caso clinico completo con i vari step documentati:

Questo articolo è il primo che viene inserito in questa sezione: ogni mese aggiungerò un nuovo caso clinico con una discussione relativa al procedimento!

Alla prossima,

Sofia

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