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Cosa ho imparato durante il Congresso SEPA 2021? Mi piace poter condividere ciò che mi ha ispirato di più. Ho approfondito alcune tematiche che mi hanno colpito e le ho racchiuse in questo articolo. Buona lettura!

Cosa imparerai leggendo questo articolo:

  1. La differenza tra parodontologia personalizzata e di precisione
  2. Il futuro della parodontologia
  3. Il ruolo della vitamina C a livello immunitario e perchè un paziente parodontale dovrebbe assumerne di più
  4. I cibi che contengono più vitamina C e qual è la dose giornaliera consigliata
  5. Il ruolo del porphyromonas gingivalis nell’Alzheimer
  6. Nuove ricerche su farmaci inibitori del gingipain, endotossina prodotta dal PG

Perchè ho deciso di partecipare al congresso SEPA 2021

Ho deciso di partecipare al Congresso perchè tutto il gruppo dell’Università che sto frequentando a Londra partecipava e non volevo perdere l’occasione di conoscere nuove persone e rivedere i miei compagni di corso. Inoltre, sono innamorata del Sud della Spagna. Davvero. Ci farei un pensierino se la figura dell’igienista dentale fosse più evoluta. Infatti, quello che ho notato, parlando con alcune igieniste dentali spagnole è che non esiste una laurea ma un percorso formativo di 2 anni e che molti igienisti svolgono sia il ruolo di assistenti che quello da igienisti.

Prima giornata Congresso SEPA 2021

Comunque, torniamo al congresso e a quello che ho imparato… Arrivo giovedì mattina e vado direttamente dall’aeroporto al congresso: tento di parlare in inglese con il taxista ma poi capisco che preferiscono l’italiano all’inglese. Passo il resto dei tre giorni a parlare italiano, qualcosa di spagnolo e inglese confondendomi spesso tra le 3 lingue. Arrivo e volo direttamente alla relazione dei professori Mariano Sanz, William Giannobile e Bruno Loos: 3 big della parodontologia e ricerca scientifica in ambito parodontale. Sono state delle relazioni davvero ispirazionali e vi riporto in questa breve sezione alcuni concetti interessanti.

Primo concetto che ho imparato è stato di capire meglio la differenza tra medicina personalizzata e medicina di precisione. Si sente spesso parlare di terapia parodontale personalizzata o precision medicine in parodontologia e io credevo che i due termini fossero sovrapponibili e invece no. Per capire dove sta vertendo la ricerca scientifica è importante capirne la differenza.

Cos’è la medicina personalizzata?

La medicina personalizzata punta alla pianificazione preventiva della cura delle malattie croniche personalizzando il trattamento a seconda dell’individuo. In un approccio personalizzato si tiene in considerazione lo stile di vita del paziente, il suo profilo di rischio specifico, l’età, le sue conoscenze in modo da costruire un protocollo terapeutico e di prevenzione personalizzato sull’individuo.

Cos’è invece la medicina di precisione?

Il concetto nasce nel 2007 nel mondo della ricerca sui tumori.

Vorrei spiegare il concetto di medicina di precisione facendo un esempio: abbiamo 3 soggetti con un tumore al polmone. Stiamo parlando dello stesso tumore e abbiamo a disposizione 4-5 farmaci diversi per bloccare la crescita delle cellule tumorali. Sappiamo anche che lo stesso tumore si può manifestare con un profilo genetico differente a seconda dell’individuo. La medicina di precisione identifica qual è il miglior approccio terapeutico (in questo caso quale farmaco scegliere) per quel paziente tenendo conto della variabilità individuale dei geni.

Farmacogenomica e medicina di precisione

Il concetto della medicina di precisione è strettamente legato al concetto della farmacogenomica: la farmacogenomica evidenzia le caratteristiche genomiche della malattia in modo che il farmaco targhettizzi in modo specifico il gene che causa la patologia senza distruggere le cellule non malate.

Si può anche definire come lo studio dei geni che possono determinare la risposta alla terapia, studia quindi le variazioni dei geni responsabili dell’efficacia della terapia farmacologica di un individuo.

Medicina di precisione in parodontologia: quale prospettive?

Nella malattia parodontale per avvicinarci al concetto della medicina di precisione si stanno studiando diversi biomarkers salivari come IL-1beta, Il-6, MMP-8 che sembrano manifestarsi prima che si manifestino le conseguenze cliniche della malattia parodontale. L’identificazione quindi di questi biomarkers potrebbero predirre l’inizio della patologia e valutare in modo tempestico le modalità di trattamento più consone.

Nuove evidenze scientifiche

Vi consiglio questo articolo del professor Giannobile dell’Università di Harvard: “Machine learning-assisted immune profiling stratifies peri-implantitis patients with unique microbial colonization and clinical outcomes”.

Vi riporto un brevissimo abstract: sono stati inclusi in questo articolo 24 pazienti con perimplantite severa che dovevano sottoporsi ad un intervento di terapia rigenerativa. Durante la terapia rigenerativa sono stati prelevati il tessuto di granulazione ed è stato analizzato il profilo immunitario andando ad estrarre RNA, fluido crevicolare per analizzare il livello di citochine pro-infiammatorie e un prelievo microbiologico.

I pazienti sono poi stati seguiti per 6 mesi dopo la terapia rigenerativa. Si è potuto suddividere i pazienti in 3 gruppi di rischio in base al profilo immunitario: i pazienti ad alto rischio di fallimento post terapia rigenerativa con ricolonizzazione batterica patogena sono quelli che presentano dei livelli più elevati di IL-1beta e MMP-9.

Invece i pazienti a basso richio per i quali vi è una soppressione della ricolonizzazione batterica patogena post terapia rigenerativa hanno un profilo immunitario diverso: attraverso lo studio dell’RNA si è visto che il tessuto di granulazione era infiltrato con un alto livello di macrofagi M1, basso livello di infiltrazione di cellule B.

Il futuro della ricerca in ambito parodontale

Il futuro verterà quindi sullo studio di nuovi biomarkers salivari, sulla risposta immunitaria dell’ospite.

Il futuro della pratica parodontale si espanderà anche per migliorare la salute generale della popolazione mettendo in atto dei veri e propri percorsi di screening per le patologie croniche come il diabete, ipertensione, obesità… Questo si realizzerà anche grazie al lavoro in collaborazione con equipe mediche multi-disciplinari.

L’importanza della vitamina C nei pazienti parodontali

Successivamente la relazione del Professor Bruno Loos ha parlato di immune fitness e dell’importanza della vitamina C nei pazienti parodontali. Nelle seguenti slide ho racchiuso le info più importanti riguardo la vitamina C. Per raggiungere la dose di vitamina C giornaliera ideale bisognerebbe: mangiare un frutto di Guava o due kiwi che corrispondono a 200 mg di vitamina C.

Seconda giornata Congresso SEPA 2021

Il secondo giorno ho seguito invece le relazioni inerenti le terapie aggiuntive. Per questo argomento dedicherò un post specifico: ho già trattato questo argomento sui miei ebook che trovi se ti iscrivi alla mia Newsletter! Iscriviti qui se non sei ancora iscritto e ricevi subito gli ebook!

Terza giornata Congresso SEPA 2021

Il terzo giorno invece l’ho dedicato alle relazioni inerenti la perio-medicine. In particolare una relazione mi ha colpito. La relazione tenuta da un medico specializzato nel trattamento dei pazienti con Alzheimer e ricercatore.

Alzheimer e parodontite

Nella patologia dell’Alzheimer vi è un aumento, a livello cerebrale, del peptide amiloide beta. Questo peptide ha la propensità di diventare fibroso e aggregarsi nel parenchima per formare placche amiloidi extra-cellulari. Un accumulo eccessivo del peptide è implicato della patogenesi dell’Alzheimer. Questo accumulo porta all’atrofia neuronale. E’ stato riscontrato che un paziente che presenta parodontite moderata ha un rischio 1,7 volte più elevato di sviluppare la patologia e chi ha una patologia parodontale severa fino a 3 volte come dimostrato in una recente revisione sistematica della letteratura.

Perchè esiste questa correlazione?

Intanto diverse ricerche hanno confermato la presenza di pophyromonas gingivalis e del suo prodotto endotossico gingipains nel tessuto cerebrale. La parodontite innalza nell’organismo una condizione di infiammazione cronica e i biomarkers infiammatori sono in grado di oltrepassare la barriera emato-encefalica e di attivare la risposta immunitaria a livello cerebrale. Questo stato infiammatorio aumenta la presenza del peptide amiloide beta.

Nuove evidenze scientifiche

E’ stato svolto uno studio sui topi che sono stati infettati a livello orale con porphyromonas gingivalis e è stato ritrovato il batterio a livello cerebrale insieme con l’endotossina da lui prodotta: gingipains. Questo studio che vi riporto nelle references a fine articolo, ha testato l’utilizzo di un farmaco costituito da piccole molecole inibitorie del gingipains. L’inibizione dell’attività tossica del gingipains ha portato ad una riduzione della presenza di PG a livello cerebrale e ha bloccato la produzione del peptide amiloide beta e ridotto l’infiammazione a livello cerebrale.

CONGRESSO SEPA 2021 COSA HO IMPARATO

I risultati di questo primo studio sembrano validare l’utilizzo di farmaci inibitori del gingipains per trattare la colonizzazione da PG a livello cerebrale e ridurre la neurodegenerazione caratteristica dell’Alzheimer.

Referenze bibliografiche:

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